Echi di parole e immagini

Le due  moderne amazzoni  sono al Bois de Boulogne, l’una va pedalando incontro all’altra, che se ne sta invece ferma, in piedi, appoggiata con nonchalance al manubrio del suo velocipede, e sembra di sentire i versi di Guido Gozzano: “Vai senza cavalieri in bicicletta…?”. Due mondi lontani, quello delle parigine messe in scena da Federico Zandomeneghi e quello delle cicliste gozzaniane. Tuttavia, sempre di signore e signorine e si tratta, sognanti e libere, ma senza troppi grilli per la testa, nel loro intimo, piccolo mondo fatto di cose quotidiane. Questo per dire che se le parole possono parlarci di un’opera d’arte, succede anche il contrario, ovvero che siano queste ultime a evocare una creazione poetica o letteraria. Del resto, non a caso, un editore come Vanni Scheiwiller scriveva: "Sono sempre rimasto intrigato dai poeti che dipingono e dagli artisti che scrivono poesie e ricordi". È con questo spirito che l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani ha appena pubblicato Storia dell’italiano per immagini. Dalle origini, cioè dal passaggio dal latino al volgare, fino ai nostri giorni attraverso i secoli, è una carrellata di capolavori messi a confronto: da una parte luci e colori, dall’altra parole e versi. “Parole da vedere”, appunto, come quelle del poeta che nel volume appena uscito sono affiancate ai pastelli di Zandò.