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La Fondazione

enrico-piceni-1La Fondazione Enrico Piceni si è costituita nel settembre del 1999 per iniziativa della figlia di Enrico Piceni (1901-1986), Mariagrazia, e dei nipoti Camilla e Mattia Testi. Essa è intitolata a quello che oggi si può considerare come uno dei personaggi più rappresentativi della vita culturale milanese e italiana – con frequenti incursioni parigine – negli anni che vanno dal 1920 al 1980. Anche grazie alle sue frequentazioni e al suo estro di traduttore dal francese e dall’inglese, di scrittore, di giornalista, Piceni ci ha lasciato testimonianze di grande interesse in campo artistico, letterario e teatrale e un segno preciso nello studio e nella storiografia della pittura italiana del secondo Ottocento e dei primi anni del XX secolo, come dimostra, tra l’altro, la sua significativa collezione di dipinti.

La Fondazione intende valorizzare il lavoro critico svolto da Piceni nei diversi  ambiti citati, promuovendo studi, ricerche e iniziative legate alla sua attività. In collaborazione con l’Istituto Matteucci di Viareggio ha costituito gli Archivi Boldini De Nittis Zandomeneghi per la certificazione e la catalogazione delle opere dei “trois italiens de Paris” (vedi pagina “Archiviazione delle opere”).

Fino al 2006, la  Fondazione è stata presieduta da Mariagrazia Piceni. Dopo la sua scomparsa, nel 2007 la presidenza è passata  a Camilla Testi.

 

Camilla Testi (Presidente F.E.P.)
Camilla Testi (Presidente F.E.P.)

Giornalista, traduttrice, approfonditi studi musicali presso il Conservatorio G.Verdi di Milano: Camilla Testi, che al suo attivo ha anche una maitrise alla Sorbonne (Paris IV) sulla pittrice Elisabeth Vigée-Lebrun (1755-1842), ha sempre spaziato tra arte, scrittura e musica. Un’inclinazione ereditata dalla famiglia d’origine, dove la cultura umanistica e la propensione per l’arte erano di casa, e che l’ha portata naturalmente a raccogliere il testimone per lasciare a sua volta una traccia dei valori appresi.

Per la Fondazione Piceni ha compilato con la madre Maria Grazia Piceni l’edizione aggiornata e ampliata del Catalogo generale dell’opera di Federico Zandomeneghi (Scheiwiller, Milano, 2006). Più di recente, insieme a Claudia Fulgheri, ha curato il catalogo della mostra L’Ottocento aperto al mondo. Il tempo di Signorini e De Nittis nelle collezioni Borgiotti e Piceni, allestita presso il Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio(1 luglio 2016-26 febbraio 2017), su progetto di Giuliano Matteucci.

Vive tra Milano e la capitale francese e si occupa da tempo dell’archivio comprendente la biblioteca, le carte e l’epistolario di Enrico Piceni, al centro di ricerche e studi dottorali presso le più prestigiose università, quali la Sorbona di Parigi (www.paris-sorbonne.fr)  e la Sapienza di Roma.