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Gli obiettivi – Sulle tracce di un grande umanista

La Fondazione Piceni (F.E.P.) si prefigge di conservare,  tutelare e promuovere le opere provenienti dalla collezione Piceni, ponendosi come punto d’arrivo qualificato per quanti (case d’asta, gallerie, collezionisti) desiderino avere conferme o effettuare verifiche sulle catalogazioni realizzate a suo tempo da Piceni  nonché sulle autentiche da lui rilasciate. La Fondazione, poi, in collaborazione con l’Istituto Matteucci di Viareggio,  certifica e archivia le opere dei “trois italiens de Paris” (vedi www.archiviboldinidenittiszandomeneghi.com.)

La facciata di Villa Luraschi a Gallarate
Villa Luraschi a Gallarate in un’immagine d’epoca

Essa custodisce inoltre, presso la Villa Luraschi di Gallarate, la ricca biblioteca un tempo appartenuta a Piceni, testimonianza  del suo lavoro di traduttore, di francesista, di critico d’arte, letterario e teatrale, nonché di editor e di capo ufficio stampa (1925-1935) della casa editrice Mondadori. Attività, queste, tutte documentate anche da centinaia di articoli e recensioni, oltre che dalle  lettere  degli artisti e intellettuali con cui Piceni entrò in contatto. Tra gli altri, Massimo Bontempelli, Giuseppe Antonio Borgese, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Eugenio Montale, Ada Negri, Italo Svevo, per non citarne che alcuni.  Un discorso a parte meritano le circa 150 missive a lui inviate da Angelo Sommaruga, suo amico e maestro, passato alla storia come grande editore, ma che fu anche un ingegnoso mercante e collezionista, pioniere nella rivalutazione del migliore Ottocento pittorico italiano. Questo vasto materiale viene messo a disposizione degli studiosi, su appuntamento, con un servizio di consultazione assistita.

La Fondazione  opera in sinergia con altri enti e istituzioni, in particolare con il Centro Matteucci di Viareggio (www.centromatteucciartemoderna.it)

Per la conservazione delle opere,  la F.E.P. si avvale della collaborazione con il Laboratorio di Restauro di Francesca Buzzetti (www.fbartlab.it) .