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Le Moulin de la Galette

Le Moulin de la Galette

Il primo accenno al dipinto compare in una lettera di Diego Martelli che, scrivendo nel 1878 da Parigi all’amico Fattori, definisce il quadro “…partecipante di un tal genere di pittura, del quale chi viene da casa non può capire né l’idea né l’intenzione…” (P. Dini, Diego Martelli, 1978, p. 136).
Per averne ancora notizia bisogna arrivare fino ai primi anni ’30 quando, sempre da Parigi, Angelo Sommaruga, l’anziano e appassionato cultore dell’artista veneziano, scrive in una lettera al giovane studioso Enrico Piceni: “…Ho un altro bozzetto bellissimo alla Toulouse-Lautrec: Moulin de la Galette…”. Sommaruga è il primo ad accostare il nome dei due pittori, senza però esprimersi su chi abbia maggiormente subito l’influenza dell’altro. Solo più tardi, come vedremo, verrà messo in luce il peso che Zandomeneghi ebbe sull’artista francese.
Le Moulin de la Galette non venne né citato né riprodotto nella prima monografia su Zandomeneghi scritta da Piceni e pubblicata da Mondadori nel 1932. L’opera comparirà solo nella seconda edizione del 1955, anno in cui il dipinto sarà esposto per la prima volta in pubblico nella personale dedicata al pittore dalla Biennale veneziana, personale fortemente voluta dal celebre critico d’arte Roberto Longhi e curata, con la collaborazione di Piceni, da Fernanda Wittgens, allora Soprintendente della Pinacoteca di Brera.
Da quel momento il dipinto verrà continuamente citato e riprodotto in articoli, riviste, libri dedicati alla pittura italiana dell’Ottocento. Nel 1967, in concomitanza con la pubblicazione del catalogo generale dell’opera di Zandomeneghi curato da Piceni, venne organizzata da Paul Durand-Ruel, a Parigi, una mostra – l’ultima tenuta nella nota galleria – dedicata al pittore veneziano nel cinquantenario della morte. Scrive Piceni nell’introduzione al catalogo: “… Moulin de la Galette qui precède de dix ans Toulouse-Lautrec…”. Tale affermazione non derivava da una felice intuizione del critico, bensì dalla conoscenza di quanto François Gauzi, pittore e grande amico di Lautrec, aveva scritto in Toulouse-Lautrec et son temps, libro pubblicato postumo a Parigi nel 1954. Vi si legge testualmente: “… Lautrec subissait son influence et Zando fut le premier qui l’ait amené à l’impressionisme. Lautrec avait tout de suite adopté ses théories et, comme lui, il attachait une importance énorme au choix de l’angle visuel, à la mise en page originale, à l’extension du sujet qui doit se continuer hors du tableau avec des personnages coupés par le cadre”.
Il fascino singolare del dipinto, dovuto ad un personalissimo impiego del colore, al dinamismo delle figure, al taglio ardito della composizione e, soprattutto, alla singolare presenza del lungo palo verde che percorre verticalmente il quadro senza interromperne né il ritmo né l’armonia, ha fatto del Moulin de la Galette uno dei quadri simbolo dell’arte zandomeneghiana e, più in generale, della pittura italiana del secondo Ottocento.

Esposizioni:
1) Mostra retrospettiva di Federico Zandomeneghi, XXVI Biennale di Venezia, 1952.
2) Zandomeneghi , Parigi, Galleria Durand-Ruel, 24 maggio-28 luglio 1967.
3) Dal Caffè Michelangelo al Caffè Nouvelle Athènes, Montecatini-Terme, 23 agosto-5 ottobre  1986; Torino, Mole Antonelliana, 25 ottobre-20 novembre 1986.
4) Zandomeneghi. Un veneziano a Parigi, Milano, Palazzo Reale, 13 settembre-30 ottobre  1988.
5) Zandomeneghi e Spadini nella collezione Arnoldo Mondadori, Cortina d’Ampezzo, Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, 11 agosto-10 settembre 1991.
6) Toulouse-Lautrec , Firenze, Palazzo Vecchio-Palazzo Medici Riccardi, 8 ottobre 1995-18 febbraio 1996.
7) Dai Macchiaioli agli Impressionisti: l’opera critica di Diego Martelli, Livorno, Museo Civico G. Fattori, Villa Mimbelli, 3 ottobre 1996-2 gennaio 1997.
8) Una stanza a Montmartre. Il paesaggio francese nella pittura italiana da Boldini a Birolli, Milano, La Permanente, 7 novembre 1998-3 gennaio 1999.
9) Boldini, De Nittis, Zandomeneghi. Mondanità e costume nella Parigi fin de siècle, Trento, Palazzo delle Albere, 12 aprile-29 luglio 2001.
10) De Nittis e la pittura della vita moderna in Europa, Torino, GAM, 16 febbraio-26 maggio 2002.
11) Federico Zandomeneghi. Impressionista veneziano, Milano, Fondazione Mazzotta, 20 febbraio-20 giugno 2004.
12) Dai Macchiaioli agli Impressionisti. Il mondo di Zandomeneghi, Castiglioncello, Centro per l’Arte Diego Martelli, 17 luglio-31 ottobre 2004.
13) Federico Zandomeneghi. Un veneziano tra gli impressionisti, Roma, Chiostro del Bramante, 5 novembre 2005-5 marzo 2006.
14) Zandomeneghi, De Nittis, Renoir. I pittori della felicità, Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis, 31 marzo-15 luglio 2007.

Bibliografia:
1) E. Piceni, Zandomeneghi, in «la Biennale di Venezia». a. III, n. 8, aprile 1952, tav. p. 10.
2) E. Piceni, Zandomeneghi, Mondadori, Milano, 1952, tavv. 25, 26, 27.
3) F. Wittgens, Federico Zandomeneghi, cat. esp.  XXVI Biennale di Venezia, 1952, tav. 5.
4) R. Carrieri, Gli Italiani hanno visto Parigi , «Epoca», 11 settembre 1955.
5) Dizionario della pittura moderna, Il Saggiatore, Milano, 1959, p. 357.
6) M. Cinotti, Zandomeneghi, Bramante, Milano, 1960, tavv. VII, a colori (particolare), 13, 14 (particolare).
7) «La Nazione», 20 ottobre 1961.
8) E. Piceni, Dieci anni fra quadri e scene, Bramante, Milano, 1961, tav. 9.
9) M. Cinotti, Ein Italiener in Paris , «Epoca», ed. tedesca, febbraio 1964.
10) R. De Grada, Storia autobiografica universale dell’arte moderna, vol. II, Seda, Milano, tav. a colori p. 381.
11) E. Piceni, Zandomeneghi, introduzione al cat. esp. Parigi, 1967,  n. 3, tav. 3 a colori.
12) E. Piceni, Zandomeneghi, Bramante, 1967, Milano,  n. 34, tav. II a colori.
13) G. C. Argan, L’arte moderna. 1770-1970, Sansoni, Milano, 1970, p. 163.
14) R. De Grada, L’Ottocento europeo. Arte e società, Vangelista, Milano, 1971, particolare a colori  in copertina.
15) M. Monteverdi, Storia della Pittura Italiana dell’Ottocento, vol. II, Bramante, Milano, 1975, tav. CLXIII a colori.
16) R. De Grada, La pittura italiana dell’Ottocento, in «Storia universale dell’Arte», Fabbri, Milano, 1978, tav. 126 a colori.
17) E. Piceni, Federico Zandomeneghi. L’uomo e l’opera, Bramante, Busto Arsizio, 1979,  tav. 8 a colori.
18) S. Monneret, L’impressionnisme et son époque. Dictionnaire International Illustré, vol. III, Denoel, Parigi, 1980, p. 98.
19) E. Piceni, Il Veneziano che anticipò Toulouse-Lautrec , «Casaviva», agosto 1981, tav. a colori pp. 82-83.
20) P. Dini,  Dal Caffè Michelangelo al Caffè Nouvelle Athènes, cat. esp. Montecatini Terme-Torino, 1986, tav. XXII a colori.
21) AA.VV., Federico Zandomeneghi. Un veneziano a Parigi, cat. esp. Venezia 1988, Mazzotta, Milano, fig. p. 24.
22) M.G. Piceni, supplemento al cat. esp. Milano, 1988, Mazzotta, Milano,  n. 1, tav. 1 a colori p. 2.
23) K. Adler, Unknown Impressionists, Phaidon, Oxford, 1988, p. 106.
24) F. Dini, Federico Zandomeneghi, la vita e le opere, Il Torchio, Firenze, 1989, n. 47, tav. XVII a colori.
25) N. Broude,  Impressionismi. Il movimento internazionale, Leonardo, Roma, 1990, pp. 194-196.
26) E. Piceni, Zandomeneghi, Bramante, Busto Arsizio, 1991, n. 34, tav. V a colori.
27) AA.VV.,  Zandomeneghi e Spadini…, cat. esp. Cortina d’Ampezzo, Leonardo-De Luca, Roma 1991, fig. p. 30.
28) AA.VV., Toulouse-Lautrec, cat. esp. Firenze, 1995-1996, Artificio, Firenze, tav. a colori p. 259.
29) F. Dini – E. Spalletti, Dai Macchiaioli agli Impressionisti…, cat. esp. Livorno, 1996-1997, tav. a colori p. 198.
30) AA.VV., Pittori e pittura dell’Ottocento italiano: guida alla pittura, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1997-1999, vol. IV,  tavv. a colori in apertura e a p. 12.
31) G. Raboni–C. Vela, Una stanza a Montmartre, cat. esp. Milano, 1998-1999, Electa, Milano, tav. a colori p. 39.
32) AA.VV., Boldini, De Nittis, Zandomeneghi…, cat. esp. Trento, 2001, Skira, Milano, n. 66, tav. a colori pp. 142-143.
32) AA.VV., De Nittis e la pittura…, cat. esp. Torino, 2002, tav. a colori p. 84.
33) AA.VV.,  Federico Zandomeneghi. Impressionista…, cat. Esp. Milano, 2004, Mazzotta, Milano, pp. 43-44-45, tav. a colori p. 115.
34) F. Dini-C. Ceccuti, Dai Macchiaioli agli…, cat. esp. Castiglioncello, 2004, Pagliai Polistampa, Firenze, tav. a colori p. 115.
35) AA.VV., Federico Zandomeneghi. Un veneziano…, cat. esp. Roma, 2005-2006, Mazzotta, Milano, pp. 70 e 74, tav. 9 a colori.
36) AA.VV., Zandomeneghi, De Nittis, Renoir…, cat. esp. Barletta, 2007, Skira, Milano, n. 70, tav. a colori p. 138.

Documenti
1) Carteggio Gioli, lettera di D. Martelli a Matilde Gioli, agosto 1878 (Firenze, Biblioteca Marucelliana).
2) Lettera di D. Martelli a G. Fattori, 13 settembre 1878, Milano, Archivio Malesci, pubblicata in Diego Martelli,   P. Dini, 1978, p. 136 e, integralmente, in G. Fattori. Lettere a Diego, a cura di P. Dini, 1983, pp. 70-71.