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Al Bois

Al Bois

Opera esemplare di De Nittis – non a caso risale a uno dei momenti più felici della sua produzione – questa piccola tela, notissima grazie alle molte riproduzioni e alle numerose mostre in cui è apparsa, riunisce in modo miracoloso quelle peculiarità di soggetto, di atmosfera, di stile che fanno del pittore di Barletta un artista di livello internazionale. De Nittis ha infatti creato un mondo pittorico personalissimo, sfuggendo a ogni definizione di comodo, affermandosi al di fuori di ogni corrente e passando “attraverso l’accademia napoletana, vecchia e nuova, attraverso l’accademismo di Gérôme e di Meissonier, attraverso il macchiaiolismo e l’impressionismo pur rimanendo, nel fondo, sempre fedele a se stesso”. (E. Piceni, Giuseppe De Nittis e i Pittori della “Scuola di Resina“, Napoli, 1963).
Esaminando il dipinto, al di là del fascino e della suggestione che ne derivano, colpisce immediatamente la sapiente composizione dei vari elementi che concorrono a creare l’equilibrio e l’armonia dell’insieme. Prima di tutto, il piccolo mondo costituito dalla figura femminile, quella di Léontine, la moglie di De Nittis, e da quella del bimbo, Jacques, figlio del pittore: colti e fissati nel loro spontaneo atteggiamento, essi puntualizzano, con la raffinatezza dell’abbigliamento, l’eleganza e il gusto di un’epoca, conferendo al quadro quel tono di grande piacevolezza che lo contraddistingue, senza per questo farlo scadere a “scenetta di genere”. Un successivo esame, più attento e minuzioso, mette in rilievo altre e non meno determinanti componenti del dipinto: il taglio obliquo della staccionata, lungo una strada tipicamente denittisiana, che delimita il primo piano del dipinto; l’elegante sfilata delle carrozze – fulcro dell’intera scena – al di là di un tenue praticello verde che pone in maggiore evidenza la macchia scura del “fiacre”; l’agile e svelto movimento dei cavalli al trotto; e, infine, sullo sfondo, il “Bois” sotto un cielo tipicamente parigino dalle tonalità basse e delicate proprie di un autunno incipiente.
La varietà degli elementi figurativi e la ricchezza del tessuto cromatico, che fanno di questo dipinto un autentico capolavoro, non nascono dalla felice intuizione di un momento ma sono il risultato di un costante e minuzioso lavoro di ricerca, documentato dal grande numero di “particolari”, “studi” e “appunti” che consentivano all’artista di realizzare opere perfette spesso collegate fra loro da motivi conduttori comuni. Si veda, ad esempio, l’analogia fra la “silhouette” di Léontine nel nostro dipinto e quella delle due donne che emergono con prepotenza dal brulichio della folla in Le corse a Longchamps (M. Pittaluga-E. Piceni, Bramante, Milano, 1963, n. 609), o quella delle tre figure femminili nel celeberrimo Che freddo! (op. cit., n. 263, tav. XVII) che, esposto al Salon nel 1874, consacrò la celebrità di De Nittis e lo portò sulla via della ricchezza. Si osservi ancora come in Le amazzoni a Longchamps (op. cit., n. 267, tav. XX) il taglio obliquo della staccionata, che pure qui serve da supporto alla sagoma delle tre figurette femminili, sia determinante nell’equilibrio della composizione. Si potrebbero fare molti altri esempi e ricordare con quanta frequenza ritorni in De Nittis il motivo della carrozzella in lontananza, o come spesso la sua pittura sia immersa in una delicata luce perlacea che avvolge personaggi e figure.
Se i dipinti sopra citati si ricollegano al mondo e al gusto di Al Bois, di quest’olio esiste, presso una collezione privata, un piccolo studio che rappresenta il busto di Léontine colta nel medesimo atteggiamento dell’opera definitiva. La  tecnica – un acquerello mosso e nervoso – e i  colori – un susseguirsi di delicate tonalità marroni che si stemperano nella massa fulva della capigliatura – fanno di questo studio un’opera autonoma e valida in quanto tale. Essa non raffigura semplicemente un dorso di donna, ma interpreta un intero universo femminile, quello rappresentato dalla moglie di De Nittis, Léontine, che il pittore soleva definire “mon camarade, mon confident, mon modèle et ma femme.”

 

Esposizioni:
1) Giuseppe De Nittis e i pittori della Scuola di Resina, Napoli, Villa Comunale, 8 giugno-11 agosto 1963.
2) Dal Caffè Michelangelo al Caffè Nouvelle Athènes,  Montecatini Terme, 25 agosto-5 ottobre 1986; Torino, Mole Antonelliana, 25 ottobre-30 novembre 1986.
3) La donna e la moda nella pittura italiana del secondo ‘800, Montecatini Terme, 30 luglio-30 settembre 1988.
4) Pittori dell’800 e del 900, Cuneo, Galleria d’arte “Il Prisma”, 1988.
5) Piceni e i suoi pittori, Milano, Galleria Capitani, 1989.
6) Giuseppe De Nittis, Milano, La Permanente, 11 aprile-27 maggio 1990; Bari, Pinacoteca Provinciale, 2 giugno-29 settembre 1990.
7) Una stanza a Montmartre, Milano, La Permanente, 7 novembre 1998–3 gennaio 1999.
8) Boldini, De Nittis, Zandomeneghi… Mondanità e costume nella Parigi fin de siècle, Trento, Palazzo delle Albere, 12 aprile-29 luglio 2001.
9) De Nittis e la pittura della vita moderna in Europa, Torino, GAM, 16 febbraio-26 maggio 2002.
10) Ritratti e figure. Capolavori Impressionisti, Roma, Complesso del Vittoriano, 7 marzo-6 luglio 2003.
11) L’impressionismo di Armand Guillaumin, Torino, Palazzo Bricherasio, 24 ottobre 2003-1 febbraio 2004.
12) A Léontine. Il fascino femminile tra arte e moda al tempo degli Impressionisti, Mozzecane (VR), Villa Vecelli-Cavriani, 1 febbraio-30 maggio 2004.
13) De Nittis. Impressionista italiano, Roma, Chiostro del Bramante, 13 novembre 2004-27 febbraio 2005; Milano, Fondazione Mazzotta, 22 marzo-19 giugno 2005.
14) De Nittis e Tissot. Pittori della vita moderna, Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis, 12 marzo–2 luglio 2006.
15) Giuseppe De Nittis. La modernité élégante, Parigi, Petit Palais, 21 ottobre 2010-16 gennaio 2011.

Bibliografia:
1) A. M. Comanducci, I Pittori Italiani dell’Ottocento, Artisti d’Italia, Milano, 1934, p. 195.
2) E. Piceni, De Nittis, Mondadori,  Milano, 1955,  p. 166 (con il titolo Alle corse).
3) M. Pittaluga-E. Piceni, De Nittis, Bramante, Milano, 1963, n. 212.
4) E. Piceni e altri, De Nittis e i pittori della Scuola di Resina, cat. esp.  Napoli, 1963, n. 28, tav. XXVIII (con il titolo Alle corse).
5) Catalogo Bolaffi della Pittura Italiana dell’Ottocento n. 3, Torino, 1970,  fig. p. 165 e in copertina.
6) E. Piceni, Tra libri e quadri, Ceschina,  Milano, 1971, tav. IX.
7) E. Piceni, De Nittis. L’uomo e l’opera, Bramante, Busto Arsizio, 1979, tav. 17 a colori (con il titolo Nebbia al Bois de Boulogne) e in copertina.
8) E. Piceni, De Nittis batte tanti francesi, “Casaviva”, febbraio 1980.
9) Citato in Intervista con Piceni, “Giornale dell’Arte”, Allemandi, Torino, 4 settembre 1983.
10) E. Piceni, Giuseppe De Nittis ci sorprende ancora, “Arte”, settembre 1984.
11) M. Vallora, Che belle macchie!, “Panorama”, agosto 1986.
12) P. Dini, Dal Caffè Michelangelo al Caffè Nouvelle Athènes, supplemento al cat. esp.  Montecatini Terme, Allemandi, Torino, 1986.
13) Il valore dei dipinti dell’Ottocento, Allemandi, Torino, 1978-1988, V ed., fig. p. 125.
14) P. Dini, La donna e la moda nella pittura italiana del secondo ‘800, cat. esp. Montecatini Terme, 1988, tav. XXVII.
15) Pittori dell’800 e 900, cat. esp. Cuneo, 1988, n. 17.
16) AA.VV., Giuseppe De Nittis, cat. esp. Milano-Bari, Artificio, Firenze, 1990, n. 82, tav. a colori p. 157.
17) P. Dini-G. L. Marini, De Nittis, Allemandi, Torino, 1990, n. 460, tav. XV a colori.
18) “Vivimilano”, inserto del “Corriere della Sera”, 4 novembre 1998, p. 37.
19) AA.VV., Una stanza a Montmartre, cat. esp. Milano, 1998-1999, Electa, Milano, tav. a colori p. 31.
20) “Corriere della Sera”, citato nell’articolo sulla mostra “Una stanza a Montmartre”, 23 novembre 1998, p. 27.
21) AA.VV., Boldini, De Nittis, Zandomeneghi. Mondanità…, cat. esp. Trento, 2001, Skira, Milano, n. 41, tav. a colori p. 111.
22) AA.VV, De Nittis e la pittura…, cat. esp. Torino, 2002, tav. a colori p. 97.
23) AA.VV., Ritratti e figure…, cat. esp. Roma, 2003, Skira, Milano, n. 66, tav. a colori p. 225.
24) AA.VV., L’impressionismo di Armand Guillaumin, cat. esp. Torino, 2003-2004, Electa, Milano, tav. a colori p. 42.
25) AA.VV., A Léontine…, cat. esp. Mozzecane (VR), 2004, Silvana Editoriale, Milano, n. 25, tav. a colori p. 119.
26) AA.VV., De Nittis. Impressionista italiano, cat. esp. Roma-Milano, 2004-2005, Mazzotta, Milano, n. 122, tav. a colori p. 201.
27) AA.VV., De Nittis e Tissot…, cat. esp. Barletta, 2006, Skira, Milano,  n. 18, tav. a colori p. 110.
28) AA.VV., Giuseppe De Nittis. La modernité…, cat. esp. Parigi, 2011, n. 72, tav. a colori p. 207.