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L’archivio storico – Carte da consultare

Il fondo Piceni comprende:

dedica Bontempelli
La dedica di Bontempelli a Piceni in una copia del romanzo “Galleria degli schiavi” (Mondadori, 1934) : “Al mio vecchio amico Enrico Piceni – affettuosamente – Massimo Bontempelli”.

1) I libri raccolti e conservati da Enrico Piceni fin dalla prima giovinezza e per tutto il periodo della sua attività presso la casa editrice Arnoldo Mondadori. Quindi, tra l’altro, prime edizioni, molte delle quali con dedica dell’autore, di opere di Salvator Gotta, Massimo Bontempelli, Giuseppe Antonio Borgese, Grazia Deledda, Marino Moretti, Carlo Linati, Raffaele Calzini, Ada Negri, Cesare Giardini, Riccardo Bacchelli, Orio Vergani, Valentino Piccoli, Alessandro Varaldo, nonché svariati titoli delle collane “Medusa”e “Romantica”, alla cui nascita egli stesso collaborò attivamente.

2) Esemplari delle sue storiche traduzioni (prime versioni italiane), con recensioni dell’epoca. Ricordiamo: Giannino e Giannina di Théophile Gautier (Casa editrice Milano, Milano, 1923), La Tempestosa di Emily Brontë (Alpes, Milano, 1926), La vita delle termiti di Maurice Maeterlink (Mondadori, Milano, 1927), Racconti idioti di Alphonse Allais (Formiggini, Roma, 1930), Il grande amico di Alain Fournier (Mondadori, Milano, 1933) Sua figlia di André Maurois (Mondadori, Milano, 1934), La gatta. Sette dialoghi di bestie di Colette (Mondadori, Milano, 1935), I due romanzi di Teresa Desqueyroux di François Mauriac (Mondadori, Milano, 1935) Davide Copperfield di Charles Dickens (Mondadori, Milano, 1939). Da segnalare, poi, le riedizioni Mondadori di alcune delle traduzioni dei gialli di Van Dine firmate da Piceni (La strana morte del signor Benson, La fine dei Greene, L’enigma dell’alfiere, La dea della vendetta, La canarina assassinata).

3) Vecchie edizioni in lingua originale, fatte rilegare da Piceni, di opere di autori francesi, quali Montaigne, Zola, Maupassant, Anatole France, Jules Renard, Balzac, Alphonse Allais, i fratelli Goncourt, i poeti Verlaine e Rimbaud.

4) Copie dell’edizione originale del volumetto di aforismi Ghirlanda per Charlot (Scheiwiller, Milano 1931) scritto da Enrico Piceni e poi, in versione più ampia, da Mondadori (Il mio amico Charlot, 1935), con disegni di Bruno Angoletta.

Un aforisma di Piceni su Charlot: "Provate dunque a immaginare Charlot con gli occhiali, se vi riesce".
Un aforisma di Piceni su Charlot: “Provate dunque a immaginare Charlot con gli occhiali, se vi riesce”.

5) Le monografie e i cataloghi ragionati dell’opera di Giuseppe De Nittis e di Federico Zandomeneghi a cura di Enrico Piceni, più i volumi che egli realizzò su Ermenegildo Agazzi, Giorgio Belloni, Giovanni Boldini, o appartenenti a collane da lui dirette, come I grandi Pittori Italiani dell’Ottocento (Bramante, Milano).

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La copertina del “De Nittis” di Léonce Bénédite (1926).

6) Monografie e volumi vari sulla storia dell’arte, tra cui alcune edizioni rare o di pregio. Ricordiamo, a titolo di esempio, l’edizione originale del De Nittis di Léonce Bénédite (Parigi, 1926), o il Boldini a cura di Enrico Piceni, Raffaele de Grada, Emilia Cardona Boldini (Seda, Milano, 1964).

7) I cataloghi delle mostre curate da Piceni e delle più importanti esposizioni dedicate ai pittori e all’epoca che Piceni particolarmente amò.

8) Cataloghi d’asta e pubblicazioni varie attinenti al mercato dell’arte.

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La “Bancarella delle novità” (II serie, Alpes, Milano, 1929). Il volume raccoglie gli articoli usciti a firma Piceni sulla “Rivista d’Italia”.

9) Il volume Tra libri e quadri (Ceschina, Milano, 1971), contenente scritti vari di Piceni in campo letterario e artistico, e Dieci anni tra quadri e scene (Bramante, Milano, 1961), dedicato ai suoi “pezzi” per il Candido sulle mostre di pittura, prevalentemente a Milano, e sugli spettacoli scaligeri tra il 1950 e il 1961. Ne emerge lo spessore di Piceni anche come critico d’arte del suo tempo.

10) Recensioni, articoli, prefazioni firmati da Piceni in veste di critico letterario, critico teatrale e critico d’arte, dai primi exploit sulla rivista liceale La fiamma Verde, ai pezzi per l’Ambrosiano, La Rivista d’Italia, L’Almanacco Letterario, fino ai più recenti scritti per la terza pagina del Corriere della Sera e per altri importanti quotidiani e periodici.

11) Articoli vari su Piceni e sugli argomenti in vario modo legati alla sua attività.

12) Le lettere (circa 150) inviate a Piceni tra il 1929 e il 1935 da Angelo Sommaruga, avventuroso editore di Gabriele D’Annunzio, Matilde Serao, Giovanni Verga, Luigi Capuana, nonché autore della Cronaca Bizantina.

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Parigi in una cartolina di Sommaruga a Piceni.

Provenienti per lo più da Parigi, le missive sono una preziosa testimonianza del Sommaruga “seconda maniera”, cioè il Sommaruga mercante e collezionista, che tanta parte ebbe, con il suo pupillo Piceni, nella riscoperta di Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi.

13) Le missive di altri importanti intellettuali, artisti, giornalisti, editori (Corrado Alvaro, Massimo Bontempelli, Giuseppe Antonio Borgese, Leonardo Borgese, Dino Buzzati, Carlo Carrà, Eugenio Montale, Arnoldo Mondadori, Giorgio Morandi, Ada Negri, Giovanni Scheiwiller, Italo Svevo, Orio Vergani, Elio Vittorini, per citarne solo alcuni), che Piceni ebbe occasione di conoscere nella veste di capo ufficio stampa della Mondadori, di critico letterario e di critico d’arte.

Della sua attività in Mondadori sono una significativa testimonianza anche i pareri di lettura.

 Il materiale, in fase di riordino e di catalogazione, è consultabile su appuntamento presso la Villa Luraschi di Gallarate, frequentata in gioventù da Piceni.

Ricordiamo che il fondo è aperto a lasciti e donazioni che abbiano attinenza diretta o indiretta con le attività di Piceni.