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Blog: tra memoria e attualità

“Sabato sera grassa serata in Bagutta per l’assegnazione del Premio”. Così, su un cartoncino intestato “Il nuovo Corriere della Sera“, annunciava il giornalista e scrittore Orio Vergani all’amico Enrico Piceni. La missiva non è datata, ma insomma erano gli anni d’oro della storica trattoria nel centro di Milano, non lontano dal Duomo, quando si ritrovavano lì le penne più brillanti del tempo, insieme a pittori come Giuseppe Novello (che era soprattutto un grande vignettista), Mario Vellani Marchi e tanti altri,  per parlare di arte e di letteratura, di teatro, dell’ultimo spettacolo scaligero.  Ma sempre con quello spirito conviviale che caratterizza…

Sei anni di studio e di “passione”: un impegno totalizzante alla scoperta del pittore Federico Zandomeneghi, che ha portato Silvia Madeddu, originaria di Cagliari, a redigere una corposa tesi di dottorato e a presentarla con successo alla Sorbona di Parigi. Tra i membri della commissione giudicante, presieduta dal prof. Barthélémy Jobert (Université Paris-Sorbonne, Paris IV), anche Camilla Testi, Presidente della Fondazione Piceni. Al centro della ricerca, il tormentato rapporto del Maestro veneziano con l’Italia, la patria d’origine abbandonata nel 1874 in favore della capitale francese. La tesi verte anche sulla rivalutazione postuma del pittore, intrapresa in grossa misura da Angelo Sommaruga…

Federico Zandomeneghi, Square d'Anvers

Era il 31 dicembre 1917 quando Federico Zandomeneghi, emigrato da Venezia a Parigi oltre quarant’anni prima, fu trovato morto ai piedi del suo letto. Ai funerali, il 2 gennaio 1918, lo accompagnarono  sotto la neve al cimitero di Saint-Ouen per l’ultimo saluto  giusto alcuni amici di casa, qualche modella. Così, solo e dimenticato, se ne andò  il Vecchio Maestro, che allora nessuno considerava come tale. Ci sarebbero voluti decenni per portarlo alla ribalta, e ciò  anche grazie all’opera di rivalutazione critica svolta da Enrico Piceni, autore delle prime monografie e del primo catalogo ragionato della produzione del Vénitien. Oggi Zandomeneghi è…

  E’ una Parigi fastosa e festante quella che si avvia a grandi passi, durante il Secondo Impero (1852-1870), verso la modernità. Nel 1870 la disfatta contro la Prussia sarà uno smacco bruciante, destinato a offuscare per molto tempo il prestigio di Napoleone III. Ma oggi, l’immagine che ci resta di quel ventennio della storia di Francia ci dà l’idea di una fase di prosperità senza precedenti, in cui le Esposizioni Universali, le trasformazioni urbanistiche haussmanniane,  le celebrazioni dinastiche illuminano Parigi. A questa società imperiale ribollente di vita, eclettica nei decori e pronta più che mai a divertirsi nei nuovi…

Un'immagine dell'allestimento al Centro Matteucci per Borgiotti e Piceni

Successo di pubblico e di critica per L’Ottocento aperto al mondo. Il tempo di Signorini e De Nittis nelle collezioni Borgiotti e Piceni. La mostra, allestita al Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio in collaborazione con la Fondazione Piceni, è aperta ai visitatori dal primo luglio scorso. I più sembrano apprezzare la selezione delle opere proposte – quarantatré in tutto – con l’ambizione di premiare la qualità sulla quantità, il rigore sull’approssimazione. Ciò nell’intento, riportando alla ribalta due collezionisti di rango animati da un’autentica passione per l’arte, di rendere omaggio all’intelligenza e al gusto. Oltre che, naturalmente, a quei Maestri,…

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Un racconto per dipinti di una ‘singolar tenzone’, mai ufficialmente dichiarata eppure vissuta con passione, tra due intellettuali e grandi esperti d’arte nella Milano di via Manzoni all’indomani della seconda guerra mondiale: Enrico Piceni (1901-1986) e Mario Borgiotti (1906-1977). E’ Il tempo di Signorini e De Nittis. L’Ottocento aperto al mondo nelle collezioni Borgiotti e Piceni,  dal 2 luglio al 26 febbraio alla Fondazione Matteucci per l’arte moderna a Viareggio. La mostra  mette a confronto due passioni, quella di Piceni per gli ‘Italiani di Parigi’ e quella di Borgiotti per i Macchiaioli. Il tutto attraverso dipinti di De Nittis, Zandomeneghi…