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Blog: tra memoria e attualità

“Impubblicabile e non suscettibile di pubblicazione”. Così scriveva Enrico Piceni il 4 dicembre 1934 nella scheda di lettura per Mondadori de I clienti di Avrenos, di Georges Simenon. Pochi mesi prima, il 3 aprile di quell’anno, Mussolini aveva firmato una circolare diretta ai prefetti con cui ordinava a tutti gli editori di consegnare alla prefettura tre copie di qualsiasi pubblicazione avessero stampato. Fino a quel momento la censura libraria del regime era stata relativamente blanda, ostacolata da impedimenti di natura burocratica e diplomatica. Fu solo con la circolare del  1934 che subì un’accelerazione destinata a farsi sempre più feroce, determinando…

Quando Parigi, messa a ferro e fuoco dalla guerra franco-prussiana nel 1870, si trasformò in un campo di rovine,  numerosi artisti  che si erano lì stabiliti decisero di fare i bagagli e partire. Molti scelsero Londra, come rifugio, per rimanervi più o meno a lungo e poi magari ritornarvi a più riprese nel corso degli anni, anche perché il Regno Unito era allora all’apice della propria potenza e da quelle parti il mercato dell’arte  era in piena effervescenza. Proprio agli impressionisti sbarcati in terra britannica, alcuni dei quali, come Monet, Pissarro, Sisley, inizialmente ancora sconosciuti e senza un soldo, è…

Se è vero che i quadri hanno un’anima, è anche indubbio che di quest’anima fa parte, tra le altre cose, il loro percorso nel tempo con relative vicende: passaggi di proprietà, esposizioni, attribuzioni,  datazioni, restauri, spostamenti. Spesso, a raccontarcene la vita e le peripezie è il lato segreto dell’opera, quello che il più delle volte nessuno vede. Il retro delle tele, o delle tavole,  così come telai e cornici, possono rivelarci particolari importanti, utilissimi anche ai fini dell’identificazione e autenticazione. Cartigli, scritte, stralci di articoli di giornale, dediche, numeri di inventario, prezzi, bozzetti e quant’altro ci dicono tra che mani…

Leggere un avvincente poliziesco sorseggiando un bicchierone di whisky con ghiaccio – più ghiaccio che whisky – era uno dei piaceri preferiti di Enrico Piceni, a cui si deve, tra le altre cose, proprio di essere stato uno dei fondatori della storica collana mondadoriana dei “Gialli”, inaugurata nel 1929, quando ancora in Italia questo genere letterario praticamente non esisteva.  Il primo libro della serie, La strana morte del signor Benson, fu tradotto, sotto pseudonimo, da Piceni, che oltre a essere un appassionato lettore di Agatha Christie, Erle Stanley Gardner e compagnia, ne fu per molti anni un interprete indefesso. Risale al…

Per gli archivi storici, considerati dai più come luoghi polverosi per vecchi nostalgici del tempo che fu, è arrivato il momento della riscossa: avrà luogo a Torino, dal 6 all’8 giugno prossimi, il primo Festival ad essi interamente dedicato. Per tre giorni, il capoluogo piemontese diventerà, con Archivissima (che culminerà nella “Notte degli Archivi”),  un terreno di incontro diffuso sul territorio per scoprire e conoscere  tutti quei patrimoni culturali, collezioni,  biblioteche, che rappresentano preziose miniere di memoria e di saperi. Miniere cui attingere non solo per tuffarsi nel passato, ma anche per guardare al futuro e ai possibili nuovi scenari di…

Parlavamo tempo fa degli impressionisti americani, cioè di quegli artisti che si recarono nella Parigi dell’ultimo quarto del XIX secolo per cercare ispirazione negli stessi luoghi frequentati dai loro colleghi francesi artefici della Nouvelle peinture. Parliamo ora dei collezionisti d’Oltreoceano che, attratti dalle tele di Renoir, Monet, Degas (nella foto, La classe di danza, 1880 circa) e compagnia, senza dimenticare quelle del nostro Federico Zandomeneghi, portate in America nel 1886 dal “patron” degli impressionisti, il mercante Paul Durand-Ruel, ne rimasero talmente incantati da diventarne appassionati raccoglitori. Erano magnati dell’acciaio, del petrolio, banchieri e affaristi, cultori dei ritratti e dei paesaggi…

Dalla luce solare del Meridione ai  fasti della Ville Lumière: per tutto l’Ottocento,  furono molti i pittori napoletani che andarono a ingrossare le fila degli artisti italiani emigrati in quella che allora era la capitale mondiale della cultura moderna, a caccia di nuove idee e di ispirazione. Soprattutto a partire dalla metà del secolo, si può quasi parlare di un “pellegrinaggio” a Parigi da parte degli esponenti della scuola partenopea. L’esodo  era stato favorito dal decennio napoleonico, quando durante il regno di Giuseppe Buonaparte e soprattutto di Gioacchino Murat soggiornarono all’ombra del Vesuvio numerosi artisti francesi. Da lì, il nascere…

Monet collezionista

“Sono un egoista. Mi tengo la mia collezione per me e per qualche amico. E’ tutta nella mia stanza, intorno al letto”. A volte succede che un pittore, oltre ai propri quadri, ami anche quelli degli altri. È il caso di Claude Monet, che nel corso della sua vita riunì pazientemente un copioso gruppo di dipinti, disegni e sculture, oltre a numerose stampe giapponesi, che custodiva gelosamente in camera sua, appoggiati in fila su lunghe, strette bacheche nella casa di Giverny, sua ultima dimora. Oggi, la preziosa raccolta, frutto di regali, scambi fra artisti e acquisti, anche costosi, almeno da…

Dopo i successi di Viareggio e Torino, le collezioni Borgiotti e Piceni tornano alla ribalta, questa volta all’ombra delle Dolomiti, per la precisione a Cortina d’Ampezzo, dove la Società di Belle Arti ospiterà dal 5 agosto al 3 settembre, nella Galleria Le Muse 2 (piazza Franceschi, 6) una scelta selezionata di alcune delle opere più rappresentative di entrambe le raccolte. Per quanti non hanno avuto modo di visitare le precedenti rassegne, ecco dunque un’altra occasione per vedere a confronto la Scuola Macchiaiola e quella Impressionista. I quadri in mostra, tra cui Soldati di G. Fattori, L’uncinetto di T. Signorini, Nei campi intorno a Londra di…

Nel cortile interno di uno stabile a due passi dal Centre Pompidou, a Parigi, c’è un negozio, La Maison du Pastel (20, rue Rambuteau), che ha conservato tutto il fascino del tempo che fu. La sua storia inizia nel 1720 con il nome di Maison Macle. Nel 1870 Henri Roché, chimico e farmacista allievo di Pasteur, incantato dai “bastoncini colorati”, rileva la produzione, raggruppando, per la gioia di pittori e poeti, tutte le sfumature dell’universo (oggi sono ben 1.250 le gradazioni disponibili, dal Blu Celadon al Soleil Couchant fino al Violet Van Dick). Se nel XVIII secolo a rifornirsi dall’artigiano della Maison…