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Blog: tra memoria e attualità

01_GiuseppeDeNittis

Dalla luce solare del Meridione ai  fasti della Ville Lumière: per tutto l’Ottocento,  furono molti i pittori napoletani che andarono a ingrossare le fila degli artisti italiani emigrati in quella che allora era la capitale mondiale della cultura moderna, a caccia di nuove idee e di ispirazione. Soprattutto a partire dalla metà del secolo, si può quasi parlare di un “pellegrinaggio” a Parigi da parte degli esponenti della scuola partenopea. L’esodo  era stato favorito dal decennio napoleonico, quando durante il regno di Giuseppe Buonaparte e soprattutto di Gioacchino Murat soggiornarono all’ombra del Vesuvio numerosi artisti francesi. Da lì, il nascere…

Monet collezionista

“Sono un egoista. Tengo la mia collezione per me e per qualche amico. Sta tutta nella mia stanza, intorno al letto”. A volte succede che un pittore, oltre ai propri quadri, ami anche quelli degli altri. È il caso di Claude Monet, che nel corso della sua vita riunì pazientemente un copioso gruppo dipinti, disegni e sculture, oltre a numerose stampe giapponesi, che custodiva gelosamente in camera sua, appoggiati in fila su lunghe, strette bacheche nella casa di Giverny, sua ultima dimora. Oggi, la preziosa raccolta, frutto di regali, scambi fra artisti e acquisti, anche costosi, almeno da quando l’autore…

Dopo i successi di Viareggio e Torino, le collezioni Borgiotti e Piceni tornano alla ribalta, questa volta all’ombra delle Dolomiti, per la precisione a Cortina d’Ampezzo, dove la Società di Belle Arti ospiterà dal 5 agosto al 3 settembre, nella Galleria Le Muse 2 (piazza Franceschi, 6) una scelta selezionata di alcune delle opere più rappresentative di entrambe le raccolte. Per quanti non hanno avuto modo di visitare le precedenti rassegne, ecco dunque un’altra occasione per vedere a confronto la Scuola Macchiaiola e quella Impressionista. I quadri in mostra, tra cui Soldati di G. Fattori, L’uncinetto di T. Signorini, Nei campi intorno a Londra di…

Maison du Pastel

Nel cortile interno di uno stabile a due passi dal Centre Pompidou, a Parigi, c’è un negozio, La Maison du Pastel (20, rue Rambuteau), che ha conservato tutto il fascino del tempo che fu. La sua storia inizia nel 1720 con il nome di Maison Macle. Nel 1870 Henri Roché, chimico e farmacista allievo di Pasteur, incantato dai “bastoncini colorati”, rileva la produzione, raggruppando, per la gioia di pittori e poeti, tutte le sfumature dell’universo (oggi sono ben 1.250 le gradazioni disponibili, dal Blu Celadon al Soleil Couchant fino al Violet Van Dick). Se nel XVIII secolo a rifornirsi dall’artigiano della Maison…

Parlavamo, tempo fa, e con rammarico, della chiusura della storica  trattoria Bagutta, a Milano, punto di incontro di artisti e intellettuali fin dagli anni Venti del secolo scorso. Oggi è con gioia che segnaliamo una mostra, aperta fino al 14 luglio presso la Fondazione Pasquinelli (via Magenta 42), di vivaci ritratti/caricature – firmati dal pittore Mario Vellani Marchi –  dei personaggi  più in vista che bazzicarono il locale, da Filippo De Pisis, a Indro Montanelli, da Diego Valeri a Orio Vergani, da Giorgio De Chirico a Guido Piovene, da Aldo Carpi a Leonardo Borgese: tutti amici che si ritrovavano lì…

Wiliam Merritt Chase, The Open Air Breakfast

Quando si parla di pittura americana, di solito si pensa al XX secolo. Difficile associare un altro periodo storico all’arte di quel giovane continente. Invece è esistita, eccome, una pittura americana dell’Ottocento. Ora viene riscoperta, e le sorprese non mancano. A Venezia è di scena fino al 28 maggio William Merritt Chase (1849-1916), forse l’esponente più noto dell’impressionismo d’Oltreoceano. Nelle sale di Ca’Pesaro, dov’è stata allestita la mostra curata da Elsa Smithgall, Erica E. Hirshler, Katherine M. Bourguignon e Giovanna Ginex, si possono ammirare una sessantina di opere dell’artista, originario dell’Indiana, che nella città lagunare soggiornò dal 1877 al 1878:…

Insieme a personaggi quali Ugo Ojetti, Emilio Cecchi, Enrico Somarè, Vittorio Pica fu una delle figure di spicco della critica d’arte “militante” in Italia tra Otto e Novecento. Nato a Napoli nel 1862 e morto a Milano nel 1930, fu tra i primissimi, tra l’altro, a scrivere nel nostro Paese di impressionismo e di simbolismo. I suoi legami diretti con la cultura francese gli fecero poi apprezzare, tra gli altri, i pittori italiani emigrati a Parigi, come per esempio Federico Zandomeneghi, per il quale organizzò nel 1914 alla Biennale di Venezia (di cui fu per lungo tempo collaboratore) una bellissima mostra,…

21.De Nittis, Nei campi intorno a Londra_110609

Dopo i successi in Versilia presso l’Istituto Matteucci di Viareggio sono approdate allo Spazio Ersel di Torino, nella centralissima piazza Solferino, Palazzo Ceriana, le raccolte Borgiotti e Piceni della mostra L’Ottocento aperto al mondo (visitabile fino al 28 aprile) che propone quarantatrè opere del tempo di Signorini e De Nittis. Un passaggio, quello nel capoluogo piemontese, per certi versi naturale, soprattutto considerando sia la vitalità culturale della città, sia la sua tradizione espositiva, che non di rado ha visto in primo piano proprio la pittura italiana del XIX secolo. Basti pensare all’Esposizione dell’ormai lontano 1880, quando fra l’altro venne esposto uno…

“[…] il caso fortunato di un vagabondaggio domenicale, o fors’anche l’oscura forza di un vago ricordo d’infanzia mi ha condotto qui: dunque…non resisto, e vincendo un certo sciocco senso di vergogna nel sentirmi così lungo e svagato in mezzo a quel tumulto di piccoli impazienti, entro anch’io. Il teatrino è gremito e ronzante, come un alveare. Bimbi, bimbi, bimbi. E risa, grida, strida […]”. Era il 16 gennaio del 1923. Enrico Piceni, allora critico teatrale dell’”Ambrosiano” – quotidiano milanese della sera –  per la rubrica Quinte e ridotti, raccontava così la sua semi-accidentale incursione nel mondo di Lilliput, tra il…

“Nella chiusa atmosfera dell’Italia fascista, letterati, artisti, intellettuali cercano oltre frontiera i segni di un pensiero e di una libertà che deve essere conosciuta, e sono i libri stranieri, nonostante le difficoltà poste dalla censura, ad alimentare un’editoria altrimente languente […]”. E’ quanto si legge nella quarta di copertina di Elio Vittorini. Si diverte tanto a tradurre? Lettere a Lucia Rodocanachi 1933-1943 (Archinto, Milano, 2016). Il libro propone la corrispondenza tra lo scrittore siciliano e la “cara signora”, appassionata cultrice delle letterature straniere, a cui aveva chiesto di sciogliere per lui i nodi e i rompicapi di buona parte delle traduzioni degli…