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Archiviazione delle opere – “Italiens de Paris alla ribalta”

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Fu a Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi che Enrico Piceni dedicò gran parte della propria attività di critico e di colto conoscitore della pittura italiana del secondo Ottocento. Si deve a lui, in grossa misura, la rivalutazione di questi artisti emigrati Oltralpe, per anni oscurati dalla valanga di studi sull’Impressionismo francese. Ricordiamo, per quanto riguarda Zandomeneghi, la monografia pubblicata da Mondadori nel 1932, tappa fondamentale nel cammino di riscoperta del “Vénitien”, nonché il Catalogo generale dell’opera (Bramante, Milano, 1967), pubblicato lo stesso anno della “personale” allestita a Parigi presso la Galleria Durand-Ruel.Zando_folla-205x300

Sempre di Piceni è la monografia De Nittis del 1934 (edita anch’essa da Mondadori) quindi, con Mary Pittaluga, il primo catalogo generale dell’opera del barlettano (Bramante, Milano, 1963).

Quanto a Boldini, accanto alle pubblicazioni e agli svariati articoli, da citare senz’altro l’esposizione del 1963 al Musée Jacquemart-André, nella capitale francese, curata dal critico insieme ad Emilia Cardona Boldini, vedova del Maestro ferrarese.

Questi e altri più recenti, importanti contributi di Piceni ne hanno fatto per lungo tempo il massimo e più autorevole esperto dei “trois italiens de Paris”.

A molti anni, ormai, dalla sua scomparsa, la Fondazione Enrico Piceni e l’Istituto Matteucci di Viareggio hanno creato gli Archivi Boldini De Nittis Zandomeneghi con il comune intento di dar vita a un punto di riferimento qualificato per quanti – studiosi, musei, collezionisti, amatori, cultori, mercanti e case d’asta – abbiano necessità di attestare, documentare, archiviare dipinti e pastelli di questi pittori.

Per informazioni e dettagli rimandiamo al sito appositamente dedicato: www.archiviboldinidenittiszandomeneghi.com