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Blog: tra memoria e attualità

Certe piccole imprecisioni

“Nella chiusa atmosfera dell’Italia fascista, letterati, artisti, intellettuali cercano oltre frontiera i segni di un pensiero e di una libertà che deve essere conosciuta, e sono i libri stranieri, nonostante le difficoltà poste dalla censura, ad alimentare un’editoria altrimente languente […]”.

il purosangue
La copertina della prima edizione de “Il purosangue” di Elio Vittorini (Mondadori, Milano, 1933).

E’ quanto si legge nella quarta di copertina di Elio Vittorini. Si diverte tanto a tradurre? Lettere a Lucia Rodocanachi 1933-1943 (Archinto, Milano, 2016). Il libro propone la corrispondenza tra lo scrittore siciliano e la “cara signora”, appassionata cultrice delle letterature straniere, a cui aveva chiesto di sciogliere per lui i nodi e i rompicapi di buona parte delle traduzioni degli autori americani che gli erano state affidate. Tra i più attivi nella divulgazione nel nostro paese dei capolavori in arrivo da fuori fu Arnoldo Mondadori, con collane come la “Romantica” e la “Medusa”, cui collaborò attivamente anche Enrico Piceni. Nel volumetto edito da Archinto il nome di Piceni compare in nota a proposito di Saint Mawr di D.H Lawrence pubblicato in Italia nel 1933, appunto per la “Medusa”, con il titolo Il purosangue. Si fa riferimento, tra l’altro, alla lettera che egli inviò a Vittorini il 14 aprile di quell’anno: “Caro Vittorini, la  ringrazio per la sua del 10 aprile. Ora che Ella mi dice che è la prima volta che traduce, mi spiego certe piccole imprecisioni, certe piccole “legature” di stile nella Sua traduzione […]”. Lo scrittore era alle prime armi in quel campo, come dimostra la missiva di cui proponiamo un assaggio. Piceni, dal canto suo, era all’epoca una delle colonne portanti della casa editrice milanese. Brillante traduttore a suo volta, fu attento e preciso nello svolgere il lavoro di editor, come si direbbe oggi. E lo scambio con Vittorini ne è una piccola grande testimonianza.

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